Riflessioni generali 

Licenziarsi dopo la maternità: come trasformare un hobby in lavoro grazie alla Naspi

Dopo la nascita del primo figlio molte donne si rendono tristemente conto di quanto sia difficile far conciliare lavoro e famiglia. In passato era meno comune che entrambi i genitori lavorassero ed era facile avere, nell’ambito delle famiglie allargate, il supporto dei nonni e dei parenti nella cura della prole. Oggi una neomamma è molto spesso sola, con poche informazioni e tante aspettative. Il rientro al lavoro non avviene più frequentemente di quanto si pensi, per varie motivazioni (dal 2011 al 2017 è capitato 165.562 volte).

Chi sceglie liberamente di dare le dimissioni per poter accudire al meglio i figli (concetto molto ampio che va dal “mi dimetto perché mi hanno negato il part-time” al “mi dimetto perché mi hanno mandata a lavorare in una sede a 50 chilometri da casa”) può fare richiesta della NASPI, ovvero all’indennità mensile di disoccupazione. Questo a patto che le dimissioni vengano date entro il primo anno di vita del bimbo.

C’è poi un ulteriore vantaggio per la neomamma: non solo non è tenuta a rispettare il preavviso, ma è il datore di lavoro a dover pagare alla dipendente l’indennità di preavviso stabilita dal CCNL sulla base degli anni di anzianità in azienda. Anche nel caso abbia già un’altra offerta di lavoro e sia quello il motivo delle dimissioni.

Perché ne parliamo su Njnye? Perché questo post potrebbe raggiungere una neomamma che si trova a vivere un momento difficile a causa del lavoro. Una neomamma che magari ha un sogno nel cassetto, un hobby portato avanti con discreto successo ma che non ha mai avuto il coraggio, il tempo o l’opportunità di trasformarlo in una professione. Per lei forse quanto segue potrebbe essere la luce in fondo al tunnel.

Il beneficiario dell’indennità NASpI, che intende avviare un’attività di lavoro autonomo o un’impresa individuale o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo della NASpI.

In altre parole, dando le dimissioni volontarie non solo avrà la possibilità di godere degli ammortizzatori sociali, ma aprendo la Partita Iva si potrà richiedere l’importo in un’unica rata anticipata.

NASPI, capiamone di più

Verifica dei requisiti per accedere alla NASPI

Per avere diritto all’indennità di licenziamento, come già anticipato, si dovranno dare le dimissioni entro il primo anno di vita del figlio.

Oltre a questo si dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
    Le giornate di lavoro effettivo sono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria. La maternità (anticipata, obbligatoria e facoltativa) vengono considerate un periodo “neutro” in grado di ampliare la finestra di tempo in cui ricercare le 30 giornate.

NASPI, durata e importo

L’importo è pari al 75% dello stipendio medio mensile degli ultimi 4 anni, con tetto massimo di 1300 euro.

Viene corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi.

A partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, all’indennità si applica una riduzione del 3% per ciascun mese.

L’INPS provvederà inoltre a versare i contributi figurativi in favore del disoccupato.

Maggiori dettagli sul sito INPS: NASpI: indennità mensile di disoccupazione

La procedura step per step

A seguire i dettagli della procedura per fare richiesta di NASPI nel caso specifico di una neomamma. Gli step sono in ordine sequenziale e cronologico, per cui diffidate da chi vi suggerirà ad esempio di recarvi all’ufficio di collocamento prima di aver fatto richiesta sul sito INPS (ultima verifica gennaio 2020).

1) La convalida delle dimissioni all’Ispettorato del Lavoro

Le “dimissioni in bianco” sono una pratica tristemente italiana: il datore di lavoro fa firmare al lavoratore o alla lavoratrice le proprie dimissioni in anticipo, al momento dell’assunzione, tenendolo sotto ricatto con la possibilità di apporre in qualsiasi momento la data di fine rapporto. Per contrastare questo fenomeno è oggi previsto che le dimissioni delle madri e dei padri che hanno fruito di congedi parentali entro i tre anni di vita del bambino vengano convalidate dall’Ispettorato del Lavoro. Una semplice verifica per accertarsi che non ci sia stata coercizione.

La neomamma che vuole dare le dimissioni dovrà quindi recarsi all‘Ispettorato del Lavoro territorialmente competente dove forniranno un modulo da compilare per validare le dimissioni. Non è necessario dare il preavviso, quindi la data di fine rapporto può coincidere con quella in cui ci si reca all’ispettorato.

A seguire il modulo, per dare visibilità delle informazioni da raccogliere.

Si può portare una busta paga, oppure raccogliere le stesse dal contratto o chiedendole all’ufficio HR della propria azienda. A partire dal modulo verrà compilata la richiesta online, che verrà fornita in duplice copia (una per sé e una per il datore di lavoro).

Ora siete disoccupate. Il prossimo passo è fare richiesta dell’indennità mensile.

2) Richiesta sul sito INPS

La richiesta della NASPI può essere fatta tramite CAF/Patronato o direttamente sul sito INPS all’indirizzo www.inps.it (dovrete ovviamente avere gli accessi all’area riservata o il lettore TS–CNS). Nel caso di una lavoratrice dipendente la procedura è molto semplice e molti campi saranno già precompilati a seguito della comunicazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Se volete capire quali informazioni andranno inserite e il grado di complessità della richiesta, qui è possibile visionare una guida dettagliata: Come compilare la domanda NASPI sul sito INPS

Scaricate la ricevuta e stampatela. Vi servirà per il prossimo step.

3) Dichiarazione di disponibilità al lavoro e Patto di Servizio

Una volta effettuata la richiesta sul sito INPS si hanno 15 giorni di tempo per recarsi al centro per l’impiego indicato nel corso della procedura di domanda NASPI e presentare la Dichiarazione di Disponibilità al lavoro (DID). Si consiglia di contattare prima il centro per l’impiego per fissare l’appuntamento e verificare che non siano previsti solo orari e giorni specifici per la DID.

Andrà portato un documento di identità, il codice fiscale e la ricevuta della richiesta Naspi.

In alternativa è possibile effettuare la richiesta tramite il portale ANPAL, dall’area ad accesso riservato.

Contestualmente alla DID è possibile stipulare il Patto di Servizio Personalizzato (PSP), ovvero il documento che identifica le misure e i servizi più idonei alla propria collocazione nel mercato del lavoro. Alcuni centri per l’impiego (soprattutto nel caso in cui coprano aree geografiche estese) potrebbero occuparsi solo della DID, delegando il PSP a un’agenzia per il lavoro vicina alla residenza del richiedente entro i successivi 30 giorni (in alcune zone d’Italia i tempi d’attesa sono più lunghi, in quel caso si consiglia di fare un passaggio col centro per l’impiego e prendere appuntamento via email dimostrando di essersi attivati appena possibile).

Dubbi e domande raccolti dai nostri lettori

  • Mi è stato detto che sul foglio delle dimissioni devo inserire “giusta causa” o non avrò diritto alla NASPI. Corrisponde al vero?
    Assolutamente no. Come confermato dall’ispettorato del lavoro, le dimissioni volontarie entro l’anno di vita del bambino danno diritto alla disoccupazione in caso di assenza di nuovo impiego. Le dimissioni potranno essere spontanee (decise dal lavoratore in autonomia) o concordate (tra il dipendente e il datore di lavoro, con incentivazione).
  • Ho diritto alla Naspi se mi dimetto entro i 3 anni di vita del bambino?
    Su questo punto abbiamo notato che c’è un po’ di confusione. Entro i 3 anni di vita del bambino la neomamma dovrà far convalidare le dimissioni all’Ispettorato del Lavoro, per evitare casi di dimissioni in bianco. Ma la NASPI verrà riconosciuta solo nel caso le dimissioni vengano date entro il primo anno di vita del bambino.
  • L’aspettativa viene considerata periodo “neutro”?
    No, di conseguenza prima di prendere eventuali decisioni è bene verificare di soddisfare il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.

 

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