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Piccoli giardini, cosa piantare per non avere delusioni o rischi

Negli ultimi decenni si è assistito a una progressiva riduzione dell’estensione dei giardini privati: se in passato si parlava di “ettari”, oggi è normale acquistare case con “metri quadri” di spazio esterno, di solito con tagli inferiori ai 500mq.  La scelta è dettata da ragioni economiche (l’edificato è maggiormente monetizzabile), dall’effettiva riduzione delle aree disponibili a causa del consumo del territorio – un’analoga riduzione si può registrare anche nei metri cubi degli appartamenti -, nonché a un generale disinteresse per i giardini privati, spesso considerati “un inutile grattacapo”.

Chi invece riesce a coronare il suo sogno di avere un giardino, anche “petit“, corre il rischio di sfogare anni di privazioni piantando i propri alberi e arbusti preferiti, spesso non considerando minimamente che cosa succederà nel corso degli anni. Ecco quindi alcuni consigli per godersi al meglio il proprio angolo verde senza brutte sorprese.

#Conosci il tuo terreno

Per prima cosa non bisogna farsi prendere dall’entusiasmo tralasciando gli aspetti più tecnici: prima di lanciarsi in operazioni definitive si dovrà avere chiare tutte le caratteristiche dello spazio a propria disposizione.

Per citarne alcune:

  1. Esposizione: quanto è soleggiato o al contrario in ombra? Quanto varia l’esposizione a seconda delle stagioni? Questi aspetti sono cruciali per definire le combinazioni di specie ottimali.
  2. Irrigazione: qual è la disponibilità di acqua? C’è un sistema di irrigazione o al contrario ci sono zone siccitose? Ci sono punti in cui l’acqua piovana si accumula e fatica a essere assorbita dal terreno? Va prestata in particolare molta attenzione alla presenza di scoli delle acque piovane o canali che potrebbero creare zone allagabili o molto umide.
  3. Microclima: è possibile che coesistano micro-climi diversi all’interno dello stesso giardino per la presenza di condizioni particolari come un laghetto, una fontana o un muro che fa da barriera: è possibile sfruttarli per creare zone diverse tra loro, incrementando la varietà anche in uno spazio ridotto.
  4. Profondità del terreno: sono presenti vasche in cemento, tubi o altri manufatti che possono ostacolare lo sviluppo radicale?
  5. Caratteristiche del terreno: tipo (argilloso, limoso e sabbioso…) e Ph del suolo.
  6. Piante già presenti: questo tipo di  osservazione, soprattutto nel caso di un giardino che ha risentito di poca manutenzione, aiuta a farsi un’idea sugli aspetti non immediatamente riconoscibili come microclima (una pianta di kiwi vecchia di decenni ad esempio ci permette di valutare piante con la stessa rusticità) o esposizione e terreno (un’agave non sopravviverebbe in ombra e con ristagni prolungati, un bel rododendro in salute attesta un terreno a Ph tendenzialmente acido).
  7. Ci possono poi essere piante vecchie di decenni che con pochi interventi potrebbero diventare il punto vocale del nostro futuro giardino. Attendete un anno prima di dare un giudizio: un glicine che ricopre una facciata può sembrare sacrificabile in inverno… Ma a primavera potreste cambiare radicalmente idea.

#Le misure contano

Tenete conto delle dimensioni del giardino e valutate con attenzione quelle che saranno le dimensioni delle piante adulte. Un eucalipto può essere bello e regalare un frammento esotico al proprio giardino, ma se è “petit” è il caso di lasciar perdere. Un albero piantato nel posto sbagliato è destinato a soffrire per interventi troppo radicali di potature (ne abbiamo già parlato in Capitozzature e tagli estremi: quando le potature vanno un tanto al chilo) e alla fine viene sacrificato – per non parlare dei casi più drammatici in cui cade a causa delle raffiche di vento.

Se vi piace una specifica pianta, che però non si adatta al vostro spazio, non disperate: come si diceva i giardini sono sempre più piccoli, e questo sta spingendo i produttori a investire su nuovi cultivar per spazi ristretti. Anche un gigante come la buddleja davidii, ad esempio, ha ormai molte varietà che non superano i due metri (o addirittura meno, come nel caso della piccolissima ‘Blue Chip’).

Lo stesso si può dire per oleandro, melograno, magnolia (ad esempio la ‘Susan’), abelia (ad esempio la ‘Confetti’), caprifoglio (ad esempio ‘Chic & Choc’) e via discorrendo.

Non ci sono più scuse quindi alla scelta della pianta giusta nel giusto spazio.d

#Piccolo è bello se c’è un progetto.

In un piccolo spazio è fondamentale avere un progetto chiaro di ciò che si vuole ottenere: abbinamenti di colori, spazi pieni e spazi vuoti, come si presenta dalle varie angolature in cui può essere visto, variazioni nel corso delle stagioni.

Per quanto riguarda gli abbinamenti di colore, ci sono numerosi aspetti da considerare: il primo che viene in mente è ovviamente quello delle fioriture, che possono essere contemporanee oppure alternate nel corso del tempo; si dovrà evitare troppa varietà cromatica nello stesso periodo, che in uno spazio ristretto potrebbero rendere caotico il quadro d’insieme. Da considerare poi i frutti o le bacche che possono comparire in momenti diversi dell’anno e soprattutto in alcuni casi hanno un enorme valore estetico: si pensi ad esempio al melograno o alla callicarpa bodinieri, ma anche al kaki i cui frutti rossi spiccano in autunno sui rami ormai privi di foglie.

Da non trascurare, infine, il fogliame, nelle sue variazioni nel corso dell’anno. Oltre al colore, le piante con foglie dalle forme insolite o tomentose possono creare movimento al pari di un colore aggiuntivo. Insomma, è sempre bene pensare a come il singolo elemento si fonderà col tutto.

Guardate al vostro giardino come a un essere vivo e unico, in continua evoluzione.

Gli spazi vuoti sono sempre molto importanti per dare equilibrio al quadro generale, ma in pochi metri quadri sono ottenibili solo sacrificando degli esemplari. Si dovrà quindi ponderare al meglio le scelte, valutando dove collocare alberi, arbusti e piante erbacee cercando di creare quinte prospettiche e giochi di altezze.

Si dovranno considerare anche le esigenze delle singole piante in fatto di ombreggiatura e irrigazione: si potranno quindi mettere le piante più delicate all’ombra di quelle ad alto fusto, ma si dovrà fare attenzione che non abbiano esigenze conflittuali a livello idrico o di PH del terreno.

Progettate tutto con cura, cercando non di replicare quanto visto altrove (che difficilmente funzionerà nel vostro caso, considerando le numerose variabili in gioco) ma piuttosto di trarne spunto per creare la vostra soluzione unica.

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