Lewisia sotto la neveGiardinaggio 

Piante in inverno: come affrontare il gelo imprevisto

Iniziamo con un’ovvietà che è sempre bene ribadire: non tutte le piante resistono allo stesso modo alle basse temperature. Per alcune il gelo è un killer silenzioso che fa letteralmente esplodere le cellule dei tessuti che le compongono. In altri casi il freddo intenso e prolungato causa la morte della parte aerea ma preserva le radici. La giovane età, così come quella molto avanzata, può rendere le piante meno resistenti ai rigori invernali. Infine, vanno considerate le modalità di coltivazione e se l’esemplare è piantato in piena terra o in vaso.

Città che vai, clima che trovi

L’Italia offre una notevole varietà di climi: una pianta coltivata a Messina avrà un habitat completamente diverso rispetto a una collocata a Trento. Le temperature minime riportate dai siti meteo raccontano parte della verità: anche la presenza di forti venti o elevata umidità mettono a dura prova le nostre piante, aggiungendo ulteriori variabili alla rusticità.
Arriviamo quindi al concetto di microclima, legato a quell’insieme unico e irripetibile di fattori che rendono un luogo così diverso da un altro presente a breve distanza: un balcone in città in muratura, riparato e con esposizione a sud non è paragonabile a un cortile di campagna aperto ed esposto a nord.
Per dare l’idea dell’importanza del microclima, citerò il caso del cappero di Pantelleria: come si potrebbe trovare nella fredda e umidissima Milano? Male, verrebbe da dire. Eppure questa pianta amante del caldo si è naturalizzata e regala delle splendide fioriture ormai da secoli sulle mura del Castello Sforzesco. Visitare per credere.

Suggerimento n°1: imparate a conoscere il vostro microclima. Per farlo, oltre a una scrupolosa osservazione, c’è una tecnica empirica: moltiplicate le vostre piante e scegliete una cavia per testarne la resistenza lasciandola a svernare all’esterno.

Succulenta non equivale a freddolosa

Ci sono piante succulente estremamente rustiche che, se lasciate esposte alle intemperie, si limitano a cambiare colore. È il caso, tanto per citarne alcuni, del delosperma cooperi, del sedum palmeri, del sedum rubrotinctum e dei vari cultivar di graptosedum che non possono mancare nei balconi assolati di tutta Italia.

Sedum in inverno
Sedum “arrossiti” per l’inverno. Da sinistra a destra sedum palmeri, sedum kimnachii, sedum stahlii e sedum rubrotinctum.

Altre si richiudono su se stesse o compattano le loro rosette, come i sempervivi o l’Orostachys.
Altre ancora perdono la parte aerea per poi riapparire piene di energia quando il clima si fa più mite, come il grazioso sedum semboldii, il sedum spectabile o le tradescantie più rustiche.
Molte sopportano minime anche molto basse, ma solo se tenute in assoluta siccità. Altre ancora non tollerano temperature sotto i 10 gradi Celsius: è il caso della grande famiglia delle Euphorbiacee, decisamente poco rustiche e i cui danni da freddo causano anche in tempi brevi necrosi potenzialmente mortali.
Suggerimento n°2: quando acquistate una succulenta procedete subito all’identificazione della pianta per capire la temperatura minima sopportata.

Piante in inverno
Reazioni al freddo: da sinistra a destra, euphorbia tithymaloides screziata di rosso per le temperature rigide; sedum rubrotinctum e sedum palmeri in fiore; plectranthus neochilus con foglie danneggiate dal gelo.

 

Gelo in arrivo, che fare?

Se la pianta è rustica e adulta, non resta che lasciare che la natura faccia il suo corso lasciandola esposta alle intemperie. Si dovrà evitare di innaffiarla, usare sottovasi o concimarla. Si potrebbero notare dei danni alle foglie, che però saranno presto dimenticati con l’arrivo della primavera.
Le soluzioni, per le piante meno rustiche, si riducono a due: proteggerle mantenendole all’esterno oppure ritirarle all’interno.

  • #InInterno
    Sembrerebbe una scelta facile eppure va adeguatamente ponderata. In casa le temperature sono mediamente eccessive in rapporto all’illuminazione garantita, comportando eziolature. La scarsa circolazione dell’aria unita al caldo eccessivo può far esplodere marciumi. La secchezza dell’aria può causare danni alle foglie o favorire la proliferazione di acari e altri parassiti.
    Conviene quindi sempre optare per una stanza fresca (sui 15 gradi) e con adeguata ventilazione e illuminazione per evitare che una pianta arrivi stremata a primavera. Purtroppo, questa stanza ideale a far svernare le piante non sempre è disponibile.
    Consiglio4: se vedete acqua che gronda dai vetri a causa della traspirazione delle piante, la loro densità è eccessiva rispetto allo spazio disponibile. Riducetene il numero o aumentate l’areazione della stanza.
  • #SerraFredda
    Perfetta per le piante che reggono il freddo a patto che l’umidità si mantenga bassa. Bisogna garantire un’adeguata circolazione dell’aria per evitare marciumi.
  • #TessutoNonTessuto
    Il buon vecchio TNT. Perfetto per proteggere le foglie nei climi meno umidi. A differenza della plastica lascia passare l’umidità (in entrata e in uscita) e va quindi sempre evitato il contatto con la pianta per garantire un’adeguata circolazione dell’aria.
  • #CartaDiGiornale
    Economica, si può utilizzare per avvolgere i vasi delle piante più piccole e proteggerle dal gelo. Consigliato per i vasi di coccio, meno efficace per quelli di plastica.
  • #Pamacciatura
    Una copertura di pezzi di corteccia può aiutare le radici ad affrontare i rigori invernali (soprattutto se le radici superficiali sono abbondanti a causa di innaffiature poco profonde).

Nevicata fuori stagione

Attenzione alla neve fuori stagione

Un albero a foglia caduca ha mediamente una chioma rigogliosa. Che cosa accade se si verifica una nevicata in un periodo in cui le foglie non sono ancora cadute o, peggio, sono rispuntate? Che i danni maggiori, più che per il freddo, si potrebbero verificare per il peso della neve: i fusti legnosi così appesantiti potrebbero spezzarsi, con danni più o meno permanenti a seconda del punto colpito.
L’effetto del peso di (poca) neve si può notare sugli steli floreali della Lewisia a cui è dedicata la foto d’apertura.

Il danno è fatto. E ora?

Capita che l’ondata di gelo possa prenderci alla sprovvista. Che cosa fare con una pianta danneggiata dal gelo? L’unica soluzione è ricoverarla a una temperatura non eccessiva e in ambiente non umido e verificare i danni. Nell’arco di pochi giorni si capirà quanto profondamente sono stati danneggiati i tessuti, eliminare l’irrecuperabile e salvare il salvabile.

Danno da gelo sulle foglie succulente di un cultivar ignoto di graptoveria.

Se i danni alle foglie sono limitati non devono destare grossa preoccupazione. Diverso è invece il caso in cui la pianta appaia “lessata” dal freddo. Questa sventurata Crassula ‘Campfire’ è stata dimenticata all’esterno. Si può notare come i tessuti appaiano gonfi d’acqua e irreparabilmente danneggiati. Una volta ritirata in casa, nell’arco di 4 giorni è stato possibile valutare l’entità dei danni.

Crassula 'Campfire' danneggiata dal freddo
Crassula ‘Campfire’ danneggiata dal freddo. Nella foto, sulla destra, la pianta 4 giorni dopo essere stata ritirata in casa dopo i danni da gelo.

Le parti danneggiate o morte possono essere rimosse. Nel caso dei fusti sarà evidente quello che avrà subito i maggiori danni: la consistenza sarà meno turgida e decisamente cedevole. Non resta che eliminare quanto danneggiato per evitare danni aggiuntivi con un coltello o forbici disinfettate in candeggina.

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