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Sciamatura, cosa fare se troviamo uno sciame di api in casa o in giardino

Le api sono insetti preziosissimi per l’ecosistema, si stima che il 70% della produzione agricola mondiale sia attribuibile alla loro impollinazione.

In primavera, in momenti diversi a seconda della zona della penisola, è possibile imbattersi in sciami di api, intenti a creare una nuova colonia al seguito della nascita di una nuova ape regina. Il fenomeno viene detto sciamatura ed è un momento molto delicato per la sopravvivenza delle api stesse. Imbattersi in decine di centinaia di api non è un’esperienza piacevole, ma non è neppure pericolosa quanto può sembrare. Il problema si può risolvere in breve senza arrecare danni alle api stesse, che vanno sempre protette.

Vediamo nel dettaglio come agire, ma prima qualche informazione su questi interessantissimi insetti, che aiuta a comprendere meglio il perché di determinati comportamenti.

Sciamatura

Le api sono insetti altamente sociali. Un’ape sola è un’ape morta. Sono per questo considerate un ‘superorganismo’, perché la sopravvivenza dei singoli è legata a quella dello sciame.

La sciamatura è il fenomeno di migrazione di un’ape regina e relativo seguito di operaie verso la costruzione di un nuovo alveare. Proprio in quanto ‘superorganismo’ non deve stupire – e spaventare – questa migrazione in massa: le api non si muovono alla spicciolata. Possiamo trovarle su un ramo, su un albero o perfino a terra. Le soste possono durare anche qualche giorno: stanno decidendo dove proseguire il loro viaggio, mentre le esploratrici continuano incessantemente i monitoraggi alla ricerca del nuovo alveare comunicando le loro scoperte alle altre con affascinanti danze.

Api sempre più a rischio

Api uccise - denuncia Dario Visintin su Facebook

Le api sono importanti per la vita su questo pianeta, al punto che si è giunti a profetizzare l’estinzione della razza umana dopo soli 4 anni dalla morte dell’ultimo esemplare della Terra. Verrebbe da pensare che si stia facendo di tutto per la loro salvaguardia, e invece sono fortemente minacciate, dai comportamenti diretti e indiretti dell’uomo.

Diretti, come nel caso delle uccisioni dolose (di recente ha fatto notizia la distruzione dell’apiario di Dario Visintin, che ha causato la morte di oltre 2 milioni di api. Numeri inferiori, ma pur sempre gravi, anche a Pavia, durante la sciamatura).

Indiretti, principalmente dovuti ai pesticidi, che stanno facendo una moria silenziosa. Lo scorso anno 400 agricoltori sono stati indagati per inquinamento ambientale: avevano utilizzato un antiparassitario legale ma con prescrizioni molto rigide di somministrazione. Altri, come il fipronil e neonicotinoidi, possono essere impiegati solo in serra in molte zone del mondo, eppure ancora oggi vengono spesso sparsi sui campi in modo illegale.

A questi si aggiungono i cambiamenti climatici, la carenza di campi e pollini, la diffusione di nuovi parassiti o di nuovi predatori, come il Calabrone asiatico (Vespa velutina).

Uccidere le api è reato. I riferimenti normativi

Art. 727 bis Codice penale
“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, fuori dai casi consentiti, uccide, cattura o detiene esemplari appartenenti ad una specie animale selvatica protetta è punito con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda fino a 4.000 euro, salvo i casi in cui l’azione riguardi una quantità trascurabile di tali esemplari e abbia un impatto trascurabile sullo stato di conservazione della specie.
Chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge, preleva o detiene esemplari appartenenti ad una specie vegetale selvatica protetta è punito con l’ammenda fino a 4. 000 euro, salvo i casi in cui l’azione riguardi una quantità trascurabile di tali esemplari e abbia un impatto trascurabile sullo stato di conservazione della specie”.

Ci sono inoltre normative a livello regionale che inaspriscono le sanzioni. Citiamo, ad esempio, la legge 45/2014 della Regione Puglia, che stabilisce che “l’Apis mellifera è un animale domestico a cui si applicano le disposizioni degli articoli 544 bis (Uccisione di animali) e 544 ter (Maltrattamento di animali) del codice penale; la sua distruzione avviene solo in circostanze del tutto eccezionali di ordine sanitario o pubblico ed è predisposta solo a seguito di ordinanza del Sindaco o di altra autorità competente”.

Cosa possiamo fare per le api?

Nel nostro piccolo possiamo fare più di quanto si immagini, a partire dalla salvaguardia degli sciami.

Nel caso ci si imbatta in un fenomeno di sciamatura, per prima cosa si dovrà mantenere la calma ed evitare movimenti bruschi (tenete presente che le api sono insetti miti e decisamente poco aggressivi in questa fase, visto che i rifornimenti che si portano rendono quasi impossibile per loro difendersi). Ovviamente non si dovrà arrecare danno alle api e non si dovrà cercare di allontanarle. Se conoscete un apicoltore, contattatelo. Saprà lui come agire.
In caso contrario contattate i Vigili del Fuoco, che dispongono dell’elenco di tutti gli apicoltori operanti nella zona e segnaleranno la necessità di recupero. Potreste anche ignorare lo sciame e lasciarlo proseguire nel suo cammino, ma il rischio che qualcuno, spaventandosi, possa arrecare danno alle api non è trascurabile. Meglio quindi provvedere alla segnalazione, risparmiando alle api possibili ‘brutti incontri’.

Se invece il nido è già in costruzione, la situazione cambia radicalmente, anche in considerazione della maggiore aggressività delle api. Si dovrà necessariamente contattare un apicoltore, direttamente o tramite Vigili del Fuoco.

Ci sono poi delle attenzioni che tutti possiamo riservare alle api.

Possiamo piantare specifiche piante e fiori particolarmente ricche di nettare e polline, e per questo nutrienti. Si possono selezionare specie che fioriscano in periodi diversi dell’anno, per garantire un’offerta prolungata. I consigli per un giardino a misura di ape li trovi qui: Come progettare un giardino per insetti impollinatori. Piante e fiori amati dalle api tutto l’anno.

Possiamo fare attenzione agli insetticidi, compreso il piretro, che è sì naturale e consentito in agricoltura biologica, ma viene spesso per questi motivi usato con eccessiva leggerezza: non andrebbe spruzzato durante il giorno, quando le api (e più in generale gli insetti impollinatori) sono al lavoro.

Oltre a questo possiamo fare corretta informazione e sensibilizzare sui comportamenti a tutela delle api. Perché anche un piccolo gesto può salvare la vita a un’ape.

Thanks to mostafa eissa for the opening picture. 

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