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Piante carnivore, tipologie e trappole (Video)

Le piante carnivore sono piante affascinanti e del tutto insolite, che non mancano di evidenziare quanto spinte possano essere le metamorfosi compiute per sopravvivenza. Per catturare insetti e perfino piccoli animali, fuori o dentro l’acqua, le piante carnivore possono contare su armi diverse a seconda della loro specie. Scopriamole insieme vedendole in azione.

Trappole a tagliola o “a scatto”

Scattano alla rilevazione di un movimento attraverso dei peduncoli presenti all’interno della trappola, impedendo qualsiasi via di fuga una volta serrate. Hanno sviluppato questa peculiare tecnica le piante del genere Dionea, la celebre ‘acchiappamosche’.

Trappole ad ascidio

Caratteristiche del genere Sarracenia, dove troviamo trappole a tubo di diametro decrescente dall’apertura alla base. Una volta entrata la preda – di solito un insetto volante attirato dalla trappola zuccherina – farà una terribile scoperta: ogni tentativo di uscire lo porteranno sempre più in basso, dove si trovano enzimi digestivi o batteri.

Anche le Nepenthes hanno questa tipologia di trappola.

Trappole adesive

Caratteristiche delle specie appartenenti al genere Drosera, le cui piante sono dotate di fusti provvisti di sensori di movimento ricoperti di una sostanza mucillaginosa e collosa. Quando l’insetto ci si trova invischiato non può più fuggire, soprattutto nel caso della Drosera Capensis che riesce ad arrotolarsi sulla preda.

Sono trappole adesive anche quelle della Pinguicola (la Pinguicula leptoceras è diffusa in natura nella zona alpina, anche italiana). Si tratta di una pianta dall’apparenza innocua (con anche un grazioso fiorellino) che si potrebbe non riconoscere come ‘carnivora’, a meno che le sue foglie non siano ricoperte di piccoli insetti invischiati.

Trappole a nassa

Sono ben rappresentate dall’incredibile ma poco conosciuta Genlisea, la piante cavaturaccioliche. Quelle che all’occhio inesperto possono sembrare radici sono in realtà foglie, che in questa pianta sono presenti in due tipologie diverse, e servono per catturare protozoi acquatici.

Trappole ad aspirazione

Sono esclusive del genere Utricularia, che catturano gli invertebrati acquatici attraverso vescicole aspiranti chiamate ‘utricoli’.

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