Coltivazione 

Come coltivare la Ceropegia Woodii, detta anche ‘corda di cuori’ o ‘vite del Rosario’

Ci sono poche specie che affascinano i coltivatori di piante grasse come la Ceropegia Woodii. Per alcuni è un vero e proprio oggetto del desiderio, alimentato dalla difficoltà che molti riscontrano nel reperirla in commercio. In inglese è conosciuta con nomi decisamente graziosi che traggono ispirazione dalla forma a cuore delle sue foglie: chain of hearts (catena di cuori), collar of hearts (collare di cuori), string of hearts (stringa di cuori) e rosary vine (vite del rosario). Vediamo perché e come coltivarla una volta arrivata nelle nostre mani.

Un po’ di storia

La Ceropegia Woodii è originaria dell’Africa meridionale e appartiene alla famiglia delle Apocinacee. Se a livello botanico viene attualmente considerata una specie (cfr. Schlechter) c’è anche la considera una sottospecie del Genere Ceropegia linearis (ovvero Ceropegia linearis subsp. woodii – cfr. H. Huber).

Prende il nome da John Medley Wood, curatore del Durban Botanic Gardens, che nel 1881 la notò mentre penzolava da una roccia a Groenberg, in Sudafrica.

Tredici anni dopo, nel 1894, Wood mandò una pianta viva a Kew, ovvero ai Royal Botanic Gardens del Regno Unito. La sua conformazione, l’aspetto ordinato, la tolleranza alla siccità e la ridotta necessità di cure la rendevano perfetta per un uso nei panieri sospesi. La pianta inviata a Kew fiorì negli anni successivi, fornendo materiale per la celebre rivista Curtis’s Botanical Magazine, rivista di giardinaggio illustrata ideata da William Curtis nel diciottesimo secolo e tuttora pubblicata – anche se ha subito qualche cambio di nome nel corso del tempo. La botanica Matilda Smith dipinse la tavola, mentre il tassonomista N. E. Brown fornì una dettagliata descrizione della pianta: fu allora che la Ceropegia Woodii fece il suo debutto in società, portando omaggio al nome del proprio scopritore.

Caratteristiche

La Ceropegia Woodii è una pianta sempreverde a portamento ricadente, che produce in natura fusti lunghi fino a 4 metri.

Le sue foglie, che non superano i 2 centimetri circa di dimensioni, hanno forma a cuore di colore che varia dal verde chiaro al verde carico con variegatura marcata se si trova in posizione sufficientemente illuminata. Le radici e occasionalmente i fusti sviluppano dei tuberi rotondeggianti, che possono essere usati per la moltiplicazione della pianta e contribuiscono a darle un aspetto insolito, simile ai grani di un rosario (da cui il soprannome di ‘vite del rosario’).
Il fiore è di forma allungata di circa 3 centimetri e presenta 5 petali viola carico a chiusura del pistillo. Ricorda quello di altre specie di Ceropegia, ma per chi non conoscesse il Genere è decisamente insolito.

Coltivazione

La Ceropegia Woodii va coltivata a una temperatura minima non inferiore ai 10 gradi. Nelle regioni temperate è quindi una pianta d’appartamento molto apprezzata, spesso coltivata in panieri sospesi così da poter lasciare i fusti liberi di dondolare e allungarsi. Va posta in casa in posizione molto luminosa (davanti a una finestra esposta a sud) mentre all’esterno va posta a mezz’ombra o con sole diretto solo nelle prime ore del mattino o del tardo pomeriggio (da evitare il pieno sole che tanto amano altre succulente sudafricane).
Richiede terreno molto ben drenato e privo di ristagni idrici. Per gestirla al meglio è possibile lasciare i tuberi parzialmente affioranti in superficie, in modo da controllarne le condizioni. Per innaffiare al meglio è possibile bagnare dall’alto aiutandosi con un sottovaso, da rimuovere dopo poche ore con il relativo eccesso idrico quando si noteranno i tuberi nuovamente turgidi e gonfi.

La moltiplicazione può avvenire per seme o più semplicemente sfruttando i tuberi che si formano sulla pianta. Si ottengono ottimi risultati anche con la riproduzione in idrocoltura.
Proponiamo a tal proposito questo video che oltre a spiegare molto bene come effettuare la moltiplicazione mostra un bellissimo esemplare coltivato in appartamento.

Buona visione!

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