Abelia ChinensisColtivazione 

Abelia Chinensis, un arbusto profumato da riscoprire

Potremmo per certi versi definirla “la madre di tutte le Abelie“. Parliamo dell’Abelia Chinensis – o Linnea Chinensis secondo la nuova classificazione botanica -, che ha un ruolo da protagonista nel successo di questo genere: è infatti la prima Abelia storicamente identificata (si veda l’articolo dedicato al genere Abelia), nonché la progenitrice del celeberrimo ibrido Abelia x Grandiflora (Abelia Chinensis x Abelia Uniflora).

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Questo affidabile arbusto originario della Cina – dove si può incontrare tra i 200 e i 1500 m s.l.m. – ha dimensioni contenute, di circa un metro e mezzo di altezza e larghezza, ma può essere mantenuto in vaso al di sotto del metro di altezza con potature regolari di contenimento delle radici.

Le foglie sono semi-persistenti o caduche a seconda del rigore invernale.

Abelia in inverno
Un confronto tra diverse specie di Abelia in termini di caducità e colorazione del fogliame. Da sinistra a destra: Abelia ‘Kaleidoscope’, Abelia Chinensis

Ama esposizioni soleggiate, preferibilmente in climi miti, e presenta una buona resistenza alla siccità.

Fiorisce a fine estate, tra agosto e settembre, con graziosi fiori bianchi raggruppati che si schiudono uno di seguito all’altro. Il profumo è molto gradevole e delicato, non marcato come nella primaverile Abelia Mosanensis ma comunque in grado di attirare farfalle e insetti impollinatori.

Abelia e salvia
L’Abelia Chinensis, per il suo portamento non troppo esuberante e la fioritura delicata, può essere abbinata con successo ad altre piante a fioritura tardo estiva. Nella foto, Abelia Chinensis e Salvia Greggii ‘Maraschino’.

Consigli di coltivazione

Come nel caso dell’Abelia x Grandiflora, che ha ereditato la sua resistenza e adattabilità, l’Abelia Chinensis non ha particolari esigenze in fatto di terreno, purché adeguatamente drenato – una buona dose di tolleranza all’umidità la rende adatta alla coltivazione in tutta la Penisola e una breve dimenticanza di acqua nel sottovaso difficilmente si traduce in una condanna a morte per la pianta.

Ama le posizioni soleggiate ma preferibilmente riparate dai venti, che tendono a portare rapidamente alla disidratazione la pianta. Per avere un fogliame denso e cromaticamente vivace si consigliano almeno 5 ore al giorno di esposizione diretta al sole.

Abelia Chinensis
Abelia Chinensis, dettaglio delle foglie.

Può essere coltivata in piena terra o in vaso. In questo caso il contenitore dovrà avere adeguate dimensioni – per una pianta adulta si consiglia un diametro di almeno 40 centimetri – e un substrato adeguatamente drenato in base al clima e all’esposizione scelta. Soprattutto in zone piovose, una carente addizione di inerti nel terreno (sabbia, lapillo, pomice…) può causare marciumi radicali nei periodi autunnali; una eccessiva al tempo stesse potrebbe causare carenza idrica nel periodo estivo.

La resistenza alla siccità unita all’ottima la resistenza a malattie e parassiti ne consentono una scarsa manutenzione: per questo motivo può essere impiegata in grandi vasi o in giardini di seconde case: sarà sempre un piacere per la vista.

Abelia Chinensis
Abelia Chinensis, dettaglio dei fiori in formazione.

Moltiplicazione e potature

Le potature possono essere effettuate a fine autunno, a fioritura completata, o al risveglio vegetativo a primavera. Nei climi a inverni più rigidi si consiglia la potatura tra marzo e aprile, appena i rami si riempiono di gemme, per rimuovere quelli morti nel corso dell’inverno.

Per moltiplicare l’Abelia Chinensis si può procedere agevolmente per talea: si suggerisce per aumentare le probabilità di successo di optare per quella legnosa, da prelevare nel periodo autunnale e da far radicare in una miscela di terriccio universale fertile e perlite o sabbia in rapporto 1:1.

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