PelargoniumGiardinaggio 

Come coltivare i pelargoni (comunemente detti geranei)

I geranei (o meglio i pelargoni) sono tra le piante tradizionalmente più gettonate per il pieno sole. Facili da coltivare, ma purtroppo meno che in passato. Non amano l’umidità, tanto che i recenti cambiamenti climatici che hanno “tropicalizzato” le nostre regioni hanno finito per renderli meno apprezzabili che in passato. Ma la vera sciagura per i produttori è stato l’arrivo anche alle nostre latitudini della Cacyreus marshalli, morigerata farfallina originaria dell’Africa meridionale che come un Alien distrugge le sue vittime dall’interno usandole come incubatore per le proprie larve. Sempre meno terrazzi quindi finiscono per essere abbelliti dai pelargoni.

Facciamo chiarezza sui nomi…

“Geranium” non è “Pelargonium”: anche se entrambi i generi appartengono alla famiglia delle Geraniaceae, non possono essere confusi. Quelli che comunemente si utilizzano per abbellire terrazzi e giardini (nonché i protagonisti di questo post) sono pelargoni. Ce ne sono di molteplici tipi, per tutti gli usi e le collocazioni, in particolare:

  1. Pelargonium peltatum: parliamo del “geranio parigino” o “geranio edera”, pianta ricadente dalle foglie lucide e carnose, con fiore singolo o doppio, monocolore o screziato. Nelle sue innumerevoli possibilità finisce per essere la scelta più rodata per abbellire un balcone o un terrazzo;
  2. Pelargonium zonale: il più classico dei pelargoni, a foglia pelosa e cuoriforme, con fiore vistoso di moltissime forme e colori.
  3. A foglia odorosa: come il Pelargonium odoratissimum dal caratteristico profumo di mela; Pelargonium graveolens dal profumo di rosa o Pelargonium radens dal profumo di limone.

    Pelargonio odoroso
    Pelargonium x fragrans

Coltivazione facile, con qualche trucco

Il successo dei pelargoni è legato alla loro facilità di coltivazione e anche alla semplicità con cui è possibile effettuare la moltiplicazione per talea: basta rompere un rametto e inserirlo nel terreno per trovarsi in breve una nuova piantina.

Per conservare a lungo in salute i nostri geranei basterà quindi garantire la giusta quantità di sole (meglio evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata), irrigazioni mai eccessive, terreno ben drenato (attenzione ai ristagni!) e concimazioni a sostegno delle fioriture prolungate.

Quando le temperature scenderanno sotto i 10°C andranno ritirati in serra fredda o in casa, dal momento che temono il gelo (le specie che tendono a lignificare sono un po’ più rustiche).

La farfallina killer

Coltivare i pelargoni sarebbe semplice e soddisfacente, se non fosse per un flagello arrivato negli ultimi decenni anche da noi: la Cacyreus marshalli, detta anche licenide dei gerani, una piccola farfallina che dietro alla sua apparenza innocua nasconde l’anima del serial killer.

Cacyreus marshalli
Cacyreus marshalli su pelargonio zonale

La femmina depone le uova preferibilmente sulle infiorescenze e i boccioli fiorali. Una volta avvenuta la schiusa, le larve penetrano nei fiori e iniziano a mangiare dall’interno i fusti per alimentare la propria crescita. A un certo punto un bruco verde con una linea fucsia sulla schiena bucherà il fusto per uscire all’esterno e iniziare a banchettare con le foglie. Sono voraci e il loro ciclo biologico è strettamente legato alla temperatura: a 30°C ci mettono a diventare adulte la metà del tempo richiesto a 20°C.

Malattie geraneo
Ingiallimento fogliare causato dalle lesioni dell’interno dei fusti a opera delle larve di Cacyreus marshalli.

Come combatterla? Ci sono in commercio prodotti molto validi soprattutto per prevenzione (consigliati quelli a uso sistemico). In caso di attacco non ho ancora trovato un trattamento realmente valido. Non resta quindi che controllare accuratamente i fusti e tagliare tutto quanto viene danneggiato, sperando che non si metta a rischio la sopravvivenza stessa della pianta.

Lesioni da Cacyreus marshalli
Danni all’interno dei fusti di un pelargone zonale a opera delle larve di Cacyreus marshalli

Altro esempio di salvataggio in extremis.

Pelargonium 'Vectis Glitter'
Pelargonium ‘Vectis Glitter’ dal bellissimo fiore a stella bianco screziato di rosso
Pelargonium 'Vectis Glitter'
Pelargonium ‘Vectis Glitter’ dopo il salvataggio in extremis post danni da Cacyreus Marshalii

Ovviamente non è piacevole trovarsi delle piante ridotte in questo stato. Purtroppo molti stanno abbandonando la coltivazione dei pelargoni proprio a causa di questa farfallina killer che al momento non ha predatori naturali. L’Axoris, uno dei prodotti sistemici più efficaci per combatterla, è stato tolto dal commercio qualche anno fa a tutela degli insetti impollinatori. Non ho ancora trovato nulla che mi garantisca uguale protezione e l’eliminazione delle larve una volta entrate nei fusti.

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