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Fughe delle piastrelle di colore chiaro? Ecco come mantenerle pulite senza impazzire

Le fughe delle piastrelle di colore chiaro sono bellissime, ma la pulizia e la manutenzione spingono a preferire altri colori. Ma alcuni prodotti in commercio possono semplificare la vita.

Stucco cementizio e stucco epossidico

Qualche anno fa, al momento di ristrutturare casa, abbiamo deciso di acquistare delle piastrelle beige per rinnovare il pavimento di tutta la casa (tranne una camera e il bagno). C’è stato poi da scegliere il colore della fuga, e i dubbi sono stati pochi: un colore chiaro, oltre a sposarsi meglio con la piastrella, rendeva il pavimento molto più omogeneo e dava l’idea di maggiore ampiezza degli spazi. Condividiamo la scelta col muratore, precisando che abbiamo forti dubbi circa la manutenzione, e ci spiega che oltre al tradizionale stucco cementizio in commercio è stato introdotto lo stucco epossidico. M’informo e sembra il prodotto perfetto, tanto che mi stupisco di non averne mai sentito parlare: è infatti arricchito da resina epossidica, un legante molto performante che consente di amalgamare materiali diversi in un unicum. Leggo poi che è più elastico, più resistente all’abrasione, praticamente idrorepellente, si pulisce in un attimo perché lo sporco non aderisce. Insomma, “più” tutto. Anche a livello di prezzi. Infatti uno dei principali aspetti negativi di questo prodotto è che fa decisamente salire il preventivo del piastrellista perché oltre a essere più costoso è anche più difficile da applicare (la resina non si toglie dalle piastrelle con la facilità con cui si rimuove lo stucco tradizionale quindi un buon lavoro dev’essere preciso e pulito). Inoltre il colore bianco, sempre per effetto della resina, tende a ingiallire. Ma tanto noi volevamo le piastrelle beige…

Parlo di questo prodotto per quello che avevo sentito sul suo conto, dal momento non ho mai potuto verificare se le lodi sono fondate o meno: infatti nonostante fosse stato richiesto al muratore di utilizzarlo, nel preventivo era stato inserito il nome prodotto di uno stucco che non sapevamo essere di tipo cementizio. Insomma, approviamo il preventivo in buona fede e alla fine ci troviamo il pavimento con fughe beige e stucco tradizionale. A quel punto tornare indietro non era più possibile. Come se non bastasse il lavoro non era stato fatto a regola d’arte: le fughe si sgretolavano e c’erano efflorescenze e residui di colla un po’ ovunque. Per farla breve, un disastro.

Come rinnovare le fughe

Il pavimento è rimasto in quello stato per circa 3 anni. Le fughe erano piene di buchi e macchie che era impossibile rimuovere. La casa era appena ristrutturata e il pavimento sembrava vecchio di secoli.

Convocati vari piastrellisti, ci sentiamo suggerire di rifare tutto il pavimento (anche rimuovendo le piastrelle!) o tenercelo così com’è. L’opzione due sembra l’unica strada percorribile e ci rassegnamo. Poi quello che nel corso degli anni è diventato il nostro muratore di fiducia ci spiega che in realtà potremmo rinnovarcele da soli. Il lavoro è semplice, non serve essere dei professionisti per farlo, ma richiede tempo. Molto tempo. Ci mostra come rimuovere lo stucco pre-esistente (ci regala anche un raschiafughe) e come applicarlo nuovamente. Ci mettiamo d’impegno e dedichiamo periodicamente qualche ora del tempo libero a sistemare i buchi e le fughe friabili. Nell’arco di qualche mese finalmente le fughe smettono di sbriciolarsi.

Resta però il problema del colore. Mentre cerco l’ennesimo trucco per pulire l’impulibile, una discussione in un forum mi fa scoprire che esiste in commercio una “vernice a base di resina acrilica in dispersione acquosa per ripristinare il colore delle fughe di piastrelle in ceramica” (non riporto il nome del prodotto perché non ho intenti pubblicitari). E arriva la svolta.

La vernice per fughe

Ordino con qualche perplessità il prodotto: il barattolo da un chilogrammo costa poco più di 10 euro e quindi si può tentare. E’ una vernice molto pastosa che si stende facilmente col pennellino sulle fughe di almeno 3 millimetri. Ci vuole pazienza e un minimo di manualità per rimanere nei bordi. La resa è impressionante, continuo a usarla e sembra non calare. Alla fine, fa quello che promette di fare, ovvero la fuga cambia colore. Evviva.

Dopo qualche tempo però la vernice comincia a staccarsi. Deve essere riapplicata, ma essendo un lavoro lungo e noioso ha poco senso continuare a farlo. Scopro però che dove avevamo rinnovato le fughe la vernice non si stacca neppure grattandola con l’unghia. Noto che le fughe vecchie sono molto poco porose. Scelgo una zona di elevato camminamento, mi munisco di carta vetrata neppure troppo fine e rimuovo lo strato superficiale dello stucco. Applico di nuovo la vernice. Dopo qualche mese è ancora al suo posto. A quel punto capisco che con infinita pazienza il pavimento può essere rinnovato.

Oggi quasi tutta la mia casa ha le fughe protette da questa vernice. A distanza di anni è rimasta immutata. E si pulisce con la stessa facilità con cui si puliscono le piastrelle. Essendo chiare mi sento dire dalle persone in visita “come fai a non avere macchie?”. E penso che è stato un lavoro noiosissimo ma ne è valsa la pena perché ha ridotto a un decimo i tempi di pulizia.

La prova pratica

Essendo un lavoro lungo e noioso, non ho applicato la vernice in tutta la casa. Nel ripostiglio, ad esempio, ci sono ancora le fughe originarie.

Pulizia delle fughe a confronto
Fughe di colore (un tempo) beige a confronto. Pulizia effettuata con una spugnetta bagnata con semplice acqua.
1) Fuga in stucco cementizio, sporca;
2) Fuga 1 appena pulita;
3) Fuga in stucco cementizio trattata con vernice per pavimenti, sporca;
4) Fuga 3 appena pulita.

Questo mi permette di fare dei confronti diretti. In questo video mostro ad esempio non solo com’è cambiato il colore nel corso del tempo, ma anche la differenza di facilità nella pulizia tra lo stucco cementizio e quello trattato con la vernice per pavimenti.

Riassumendo: cosa serve per cambiare colore o rinnovare le fughe

Se qualcuno è così masochista o disperato da voler replicare la mia esperienza, ecco la lista della spesa.

#RimozioneStucco

Per sistemare lo stucco pregresso serve:

  1. raschiafughe o cutter per la rimozione;
  2. stucco della stessa tipologia dell’esistente (meglio anche non mescolare marche diverse);
  3. spatola per riapplicare lo stucco;
  4. una comune spugna da passare in fase di asciugatura per avere lo stucco ancor più liscio.

#CambioColore alle fughe

Per cambiare il colore invece serve:

  1. carta vetrata di grana media (solo nel caso in cui lo stucco sia vecchio e non garantisca una buona adesione della vernice);
  2. vernice a base di resina acrilica in dispersione acquosa per ripristinare il colore delle fughe di piastrelle in ceramica;
  3. pennellino a setole morbide (consiglio vivamente di prenderlo largo quanto la fuga così da ridurre i tempi dell’applicazione e le sbavature).

Una precisazione circa la scelta del colore. Col tempo la vernice tende a scurirsi. Nella foto in apertura potete vedere il colore che aveva subito dopo l’applicazione (beige molto chiaro). Nel video, al netto degli effetti di luce, notere che si è ingiallito rispetto alla foto di copertina. Tenetene conto, soprattutto se optate per il bianco.

#Budget

Dai 15 ai 20 euro in materiali (includendo anche carta vetrata e cutter). Tempo di lavoro: molte ore che, vista l’attività noiosa, vi sembreranno ancora di più.

Dubbi? Lascia un commento

Ho deciso di condividere il riassunto di quest’esperienza maturata nell’arco di anni e anni sperando che torni utile a chi si trova nella stessa situazione. Alla fine è un’attività di bricolage che può essere fatta occasionalmente ma che trasforma un pavimento con una spesa davvero contenuta. Quanto spiegato può tornare utile anche nel caso si voglia rinnovare il colore. Io ho mantenuto quello scelto in origine, ma nulla mi impediva di cambiarlo.

Se avete domande o dubbi, lasciate un commento e vi risponderò 🙂

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